Siamo donne e uomini, più o meno giovani, studenti, lavoratori, pensionati, precari, disoccupati, gente in cerca di futuro.
Abbiamo alcune cose in comune. Abbiamo scelto che questa città sia per sempre o per un tratto di strada il luogo in cui condividere la nostra vita, sogni, aspirazioni.
Siamo di sinistra, qualsiasi cosa questa parola significhi nell’odierno 2010. Per qualcuno è un ricordo, per altri una parola famigliare, un’immagine, un suono, l’eco di una lotta. E’ molto di più. E’ l’idea che siamo nati per essere uguali e diversamente felici, che il mondo è nostro, ma soprattutto dei nostri nipoti, che ciascuno può credere in ciò che vuole, ma che nessun credo ha il diritto di imporre ad altri come vivere. E’ l’idea che tutto questo non sis un dono divino, ma una conquista, al massimo un eredità di chi in passato ha lottato perché la libertà fosse possibile per noi. E’ solidarietà, il sentimento e la necessità di chi sa di aver bisogno di altri come lui per camminare e vedere diritto.
Viviamo qui, siamo di sinistra e abbiamo deciso di lavorare per rendere questa terra più simile a quella che abita i nostri desideri.
Vogliamo scrivere un progetto che respiri nelle nostre vite e in quelle di chi vorrà compiere con noi questo sforzo, un progetto di cambiamento, uno sguardo nel futuro.
Poi vogliamo che tutti lo conoscano.
Poi vogliamo agire per renderlo possibile, attraverso il confronto con chi lo cercherà.
In altre e più scontate parole, vogliamo fare politica.
La sinistra si è smarrita in queste terre che ne erano state la culla. Come in un lungo e faticoso viaggio si perde la coscienza di sé, si parte per raggiungere un luogo che la fatica del cammino offusca e fa dimenticare, tanto che resta solo il senso del procedere oltre, a tentoni, fino alla prossima oasi. Così noi abbiamo bisogno di fermarci e riscoprire il senso dell’impegno, dello scopo di ciò che facciamo. Dobbiamo ricordarci di avere una mappa, recuperarla e tracciare di nuovo la rotta.
Dobbiamo riappropriarci della politica, a partire dalle domande fondamentali. Quale modello di sviluppo per i nostri territori, quale proposta di condivisione dello spazio urbano, quale spazio di rilancio del welfare locale, quale ipotesi di gestione dei beni comuni, quale rapporto fra politica e cittadini.
Per questo vi chiediamo di
aiutarci, come lo chiediamo a tutti i cittadini ravennati che conservino il desiderio
di restituire un significato e un senso alla parola sinistra.
La nostra impressione è che nella quotidianità della corretta amministrazione si sia smarrito il senso della marcia, che manchi un progetto forte capace di restituire dignità e forza alla politica.
Siamo convinti di aver ereditato un grande patrimonio dalle generazioni precedenti, ma che questo non sia più
sufficiente ad interpretare correttamente le domande della società.
Così vorremmo che i prossimi mesi fossero dedicati a costruire un punto di vista, uno sguardo sulla Ravenna del prossimo decennio, e a capire attraverso quali strumenti e proposte questo sguardo possa divenire realtà.
Abbiamo bisogno di idee grandi e piccole, suggestioni e suggerimenti, contributi che abbiano ampio respiro e
insieme la materialità di iniziative immediatamente realizzabili.
Abbiamo bisogno in altre parole di intelligenza collettiva e passione politica.
Questo spazio online è solo il primo passo di un percorso che vorremmo ci portasse appunto a definire un progetto di sinistra per Ravenna.
Ci presenteremo poi in assemblee pubbliche periodiche e naturalmente ci piacerebbe incontrarvi.
Speriamo sia possibile avervi al nostro fianco.
Anche un sentiero in salita può essere leggero, se si percorre insieme anche solo per un tratto. Noi per questa strada vogliamo incamminarci.